TRE VARIAZIONI DELLA VITA
di Yasmina Reza
con Ugo Dighero, Mariangeles Torres
e con Alberto Giusta, Laura Mazzi
regia Luigi Saravo
co-produzione CMC/Nidodiragno | Centro Teatrale Bresciano |
Fondazione Atlantide/Teatro Stabile di Verona | Artisti Associati
Sinossi
Una serata tra amici… o forse no.
L’astrofisico Henri e sua moglie Sonia, affermata avvocata finanziaria, aprono le porte della loro elegante casa parigina per un aperitivo con il professor Hubert Finidori e sua moglie Inès.
Ma quella che sembra una tranquilla serata mondana prende presto una piega inattesa.
Henri sta lavorando a un articolo sulla materia oscura e conta sull’appoggio dell’amico Hubert per portarlo a termine. Ma proprio durante la serata, Hubert rivela che un altro ricercatore è in procinto di pubblicare sullo stesso argomento, scatenando la frustrazione di Henri.
E mentre il pianto insistente del figlio risuona tra una portata e l’altra, le maschere della buona educazione cominciano a cadere. Vecchi rancori, tensioni sopite e verità taciute emergono con forza, trasformando la serata in un campo di battaglia emotivo.
Elemento caratterizzante di questo testo di Yasmina Reza è la sua struttura originale: la stessa serata viene raccontata tre volte, in tre variazioni, ognuna dal punto di vista di un personaggio diverso.
Ogni nuova versione ci invita a cambiare prospettiva, sovverte gli equilibri e svela lati inaspettati della vicenda, rendendo la narrazione sempre più sorprendente.
Un brillante gioco teatrale sulla percezione, la verità e le relazioni umane, tra ironia, tensione e colpi di scena che vede protagonisti Ugo Dighero e Mariangeles Torres, attori di dalle multiformi esperienze che saranno affiancati in questo gioco di specchi da Alberto Giusta e Laura Mazzi, a loro volta attori molto apprezzati del panorama teatrale italiano.
“Tre varianti di una stessa serata – scrive Luigi Saravo, regista dello spettacolo – mostrano allo spettatore che la realtà cui assiste si manifesta nella sua effettiva interezza solo attraverso diverse versioni di sé.
Il testo si offre, così, come uno straordinario gioco interpretativo che si muove su un registro di tragica comicità, capace di rimodellare il punto di vista dello spettatore e offrirgli chiavi insperate per poter accedere a una visione profondamente ironica della realtà.
Seguendo questo straordinario gioco, l’autrice, passo dopo passo, ci conduce attraverso le aspirazioni e le vanità dei suoi personaggi, come si trattasse di un viaggio all’interno di una delle galassie di cui nel testo si parla, fino a raggiungerne il buco nero che vi giace al centro, ovvero il senso drammaticamente comico della nostra solitudine”.