La crepanza

Ovvero come danzare sotto il diluvio

Testi Francesco d’Amore, Luciana Maniaci
Con Francesco d’Amore, Luciana Maniaci

Regia Andrea Tomaselli

Costumi Pasquale Pellegrini
Musiche originali Fabio Barovero
Produzione Maniaci d’Amore, Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, Nidodiragno – Coop. CMC
In collaborazione con Teatro di Messina, Ludwig
Si ringrazia Francesco Sframeli

Il Burning Man è una lunga festa scatenata che si tiene nel deserto del Nevada. Quest’anno il tema è la fne del mondo.
Il rave dura notti intere e chi ci partecipa è pronto a vivere qualsiasi esperienza. Ma non questa. D’improvviso, un bagliore accecante e la folla danzante sparisce. Due giovani senza qualità, Amara e Mio, si ritrovano totalmente soli nel nulla.  Amara è convinta che sono entrambi morti e questo è un crudele aldilà.
Mio è certo che questo sia una prova e che l’importante sia credere di poterne uscire, avere fede. Anche quando si tratta di aver fede in un’aragosta di plastica, l’unico oggetto rimasto in quel vuoto .  Amara e Mio sono diversi, sono segnati da piccoli e scialbi dolori, sono insoferenti l’uno all’altra e sono gli unici esseri umani rimasti sulla faccia della terra . Il rave dello sballo si trasforma così in un sorprendente eremitaggio di coppia nel deserto.

I Maniaci d’Amore, considerati la “rivelazione della nuova drammaturgia italiana” tornano con un omaggio a Beckett, a Quentin Tarantino e a Dostojevskij, imbevuto di Pop Art. Con la loro usuale mistura di livida comicità e acutezza metafsica indagano temi incandescenti come la solitudine, la fede, la morte, e danno una visione inedita di una generazione sghemba eppure flebilmente speranzosa, che sa ancora porsi la questione più importante di tutte: come si fa ad amare?